La Madonna dello stellario (di Domenico Riccio)
Nella ricorrenza della festa dell'Immacolata Concezione, ogni anno i lucchesi, dopo aver ascoltato la messa nella vicina chiesa si San Pietro Somaldi, si ritrovano nel largo di via del Fosso, all'imbocco della piazza che ha per sfondo la bella facciata dell'antica chiesa di San Francesco, pantheon della città, sotto la splendida statua della Madonna dello Stellario per rendere omaggio alla Santa Vergine.
Alcuni antichi testi liturgici testimoniano che fin dal XIII secolo
nella diocesi di Lucca si celebrava il culto dell'Immacolata
Concezione della Vergine Maria; e questo fatto va ad assumere
un'importanza particolare se si considera che il dogma
dell'Immacolata Concezione venne proclamato solo molti secoli più tardi, l'8 dicembre del 1854, da Papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus.
La statua della Santa Vergine, collocata sopra una colonna più antica con capitello corinzio molto bello e di indubbio valore storico, venne eretta verso la fine del 1600 e risulta essere il primo monumento all'Immacolata costruito in Italia.
Alla sua inaugurazione partecipò non solo il Vescovo, e quindi la
parte religiosa, ma anche il Consiglio degli Anziani della Repubblica di Lucca, e quindi la parte pubblica. E ancora oggi, nell'annuale ricorrenza dell'8 dicembre, si ritrovano ai piedi della Vergine sia l'Arcivescovo che le autorità cittadine, a testimonianza dell'immutata devozione della città verso la Madonna.
La nota stonata di quest'anno, dopo che il monumento è tornato all'antico splendore grazie ai lavori di restauro eseguiti a cura dei Lions Club Lucca Host e dell'Antico Uffizio della Zecca, è
l'assenza del primo cittadino, degli assessori e dei consiglieri
comunali. Il sindaco, infatti, è stato sfiduciato dal consiglio il 7
luglio scorso e, di conseguenza, anche la giunta e lo stesso consiglio comunale sono stati sciolti. Il comune di Lucca è attualmente affidato ad un commissario, che rimarrà in carica fino alle elezioni della prossima primavera.
Ma tornando al monumento ed alla sua tradizione, è giusto ricordare anche la figura di colui che fu l'artefice della sua costruzione.
Nel 1600, in una Lucca che aveva già dedicato nei secoli antecedenti numerose chiese (si chiamava anche la città dalle cento chiese) e anche alcune porte della sue mura al nome di Maria (Porta Santa Maria era la principale della città), assunse grande importanza, per la ulteriore diffusione del culto mariano, la Congregazione fondata da San Giovanni Leonardi e da Flaminio Nobili, Vicario Generale della diocesi di Lucca.
Durante il governo diocesano di Flaminio Nobili, che durò ben 45 anni, fu da lui promossa l'istituzione di molte confraternite e la
costruzione di numerosi oratori dedicati al nome di Maria. E fu proprio Flaminio Nobili, che abitava l' di fronte, a fare erigere la colonna con la splendida statua della Vergine Maria, opera dello scultore Giovanni Lazzoni di Carrara, in occasione del Giubileo del 1687.
Nel piedistallo del monumento si ammira una veduta della città di Lucca del XVII secolo ed è incisa la significativa iscrizione "Vere libera, serva nos liberos" (Tu che sei veramente libera, conserva anche noi liberi). Con questa preghiera, rivolta alla Madonna, si è inteso coniugare il grande amore per la libertà del popolo lucchese con la sua altrettanto grande e sentita devozione per la Vergine Maria.
Devozione che rimane tuttora intatta e che la città continua ad
esprimere non solo con l'annuale presenza sotto il monumento di autorità e cittadini, ma anche col gesto simbolico della deposizione sulla statua, con l'ausilio di un mezzo dei vigili del fuoco, di due corone di fiori, una per conto della parte civile e l'altra per conto di quella religiosa.
